(31/08/05) Era il mese di giugno del 2004 quando il presidente
della Reggina Lillo Foti decise la prima rivoluzione tecnica
e dirigenziale in seno alla società: tutto per ridurre
costi e relativo budget. Così il direttore sportivo
Gabriele Martino toglieva il disturbo nonostante altri 2 anni
di contratto e dopo alcuni giorni la stessa sorte toccava
al team manager Franco Iacopino. Lo stupore generale arrivava
l’11 giugno quando il capitano Ciccio Cozza, il giocatore
più rappresentativo, veniva ceduto al Genoa. Questo
lo scarno comunicato uscito quella sera dalla sede di Via
delle Industrie. “La società rivolge al signor
Cozza l’augurio per un futuro ricco di gratificazioni”.
Ora la nuova Reggina riparte da dove si era fermata 14 mesi
fa, con il ritorno a casa del figliol prodigo. Cozza e la
Reggina, Cozza e Reggio Calabria. Una storia con molte pagine
ancora da riempire. . La città dello Stretto rappresenta
per il fantasista di Cariati un vero e proprio punto di riferimento
che ha segnato la sua vita di calciatore. Un paio di mesi
fa ha sposato la sua Manila nella Cattedrale reggina, davanti
ad una platea da stadio. Dal canto suo Cozza non vede l’ora
di mettersi a disposizione di Mazzarri.
Cresciuto nel vivaio del Sant’Agata, a 17 anni
passò al Milan e da Milanello partì la
scalata verso il grande palcoscenico. Ieri all’ora
di pranzo i primi abboccamenti e nel primo pomeriggio
la rentrèe ufficiale del trequartista. E’
come se non se ne fosse mai andato. L’abbiamo
raggiunto telefonicamente, mentre in macchina stava
raggiungendo Roma. Nella mattinata di oggi sbarcherà
all’aeroporto Tito Minniti. “Le sensazioni
per il mio ritorno – racconta Cozza –
non possono che essere stupende e improvvise nello
stesso tempo. E’ stata opera del “Maestro”
(con questo termine ha chiamato il presidente Foti,
ndr), io ho dato immediatamente la disponibilità
senza pensarci un attimo, tanto meno accennare all’ingaggio”.
Domenica scorsa ha giocato la sua ultima gara con il
Siena, contribuendo al successo sul Cagliari. Titolare
inamovibile nello scacchiere di De Canio, adesso deve
convincere Mazzarri nel 3-4-2-1 che ha disegnato. “Per
il sottoscritto è come cominciare da zero –
spiega con voce pacata Cozza, che probabilmente sceglierà
il 10 come numero di maglia (il 35 è di Ungaro)-
arrivo in un gruppo nuovo ed è giusto mettermi
in discussione.
Posso dare entusiasmo
come se fosse la prima volta. Sono lieto anche perché
penso che la Reggina sia sempre una società che non
ha niente da invidiare ai grandi club. Non pretendo un posto
da titolare, in quanto spetta a mister Mazzarri il compito
delle scelte. Da parte mia non mancherà l’impegno”.
Lascia la sua ex squadra in testa alla classifica e arriva
in un’altra relegata all’ultimo posto. “Il
campionato è appena iniziato – continua
– e c’è tutto il tempo per recuperare.
Per la Reggina la stagione inizierà a Genova con la
Sampdoria. Bisognerà lavorare alacremente e grazie
alla sosta abbiamo il tempo di preparare al meglio la gara.
Io capitano? E’ giusto che chi ha messo la fascia al
braccio domenica scorsa continuerà a farlo, poi spetterà
all’allenatore e alla società l’eventuale
decisione. Sicuramente per me sarebbe un piacere averla di
nuovo”. L’ultimo messaggio è rivolto
al pubblico. “I tifosi amaranto – conclude
- sono stati sempre una componente fondamentale dei successi
ottenuti e lo saranno anche quest’anno. Non devono abbattersi
per la sconfitta di domenica, anche perché con il loro
entusiasmo raggiungeremo l’obiettivo chiamato salvezza”.