(01/11/05) E’ un Mazzarri mai visto prima quello che
si è presentato nella sala stampa del Sant’Agata
a 48 ore dal successo con la Lazio. Teso come le corde di
un violino ha puntato l’indice verso alcuni organi di
stampa, i quali dopo il ko con il Treviso avevano messo in
bilico la sua posizione. Il faccia a faccia davanti a microfoni
e telecamere è durato oltre un’ora, un record
da quando siede sulla panchina amaranto, per questo il tecnico
toscano ha fatto provvista di acqua minerale che sorseggiava
di sovente. Munito di block notes, dove aveva minizuosamanete
appuntato il tutto, cominciava la sua arringa. “Forse
è venuto il momento di dire certe cose - afferma
Walter Mazzarri - che a mio avviso sono state dimenticate
facilmente. Mi rivolgo a quelli che si sono accaniti contro.Finito
questo confronto Mazzarri darà il 200% e sarà
più carico di prima per la causa. Vorrei che fossero
riportate fedelmente le parole dette e non si andasse oltre.
Questa esperienza che mi sta facendo molto male, ma importante,
me la ricorderò quando dovrò prendere decisioni
in futuro per la mia carriera. Ho sottovalutato certe situazioni
e questo è stato un mio errore perché avrei
dovuto tenerle presenti in anticipo e non ora”.
Il riferimento è al prolungamento del contratto
firmato fino al 2007, quando ancora non erano
scoppiate le note vicende estive e l’epurazione
dei pezzi pregiati non faceva parte del nuovo
progetto societario. Cosa ha spinto Mazzarri ad
uscire allo scoperto dopo 10 giornate di campionato?
“I venti mi hanno portato a doverlo
fare ora – continua l’allenatore
- la mia analisi è solare e mi assumo
le responsabilità di quello che ho detto.
Non mi è sembrato giusto e non c’erano
neanche i presupposti per sentire quello che ho
sentito dalla sconfitta di Livorno in poi, anche
perchè queste voci aleggiavano già
da tempo ma volevo essere certo al 100% prima
di dire ciò che sono arrivato a dire oggi
(ieri, ndr). Perché qui ci sono dati riscontrabili
e prove. Perché il rendimento di un gruppo
di lavoro si basa sugli investimenti, entrate
e uscite, e obiettivo finale. Lo scorso anno è
stato il miglior piazzamento di sempre della Reggina
in serie A. E quel risultato si può conseguire
o con delle spese enormi e cito la Fiorentina
che si è salvata all’ultimo tuffo,
oppure con il lavoro dove una società non
può sbagliare. E se permettete il direttore
del gruppo di lavoro sono io e credo di aver prodotto
molto per l’Azienda Reggina”.
Mazzarri è un fiume in piena e dopo un sorso
d’acqua riprende. “Voglio ricordare
che in questo momento siamo salvi come lo eravamo dopo
la sconfitta con il Livorno e dopo quella con il Treviso.
Dopo tutto quello che sappiamo (rivoluzione tecnica,
ndr), non mi sembrato giusto essere preso di mira insieme
al mio gruppo di lavoro. Forse sarò fatto male,
probabilmente sono un soggetto atipico in questo mondo,
però mi piace dire quello che penso. Possa piacere
o non piacere”. Mazzarri saluta tutti un
po’ stizzito e quel sorriso che concludeva le
sue disamine è solo un ricordo.