Mesto. “Rispetto per
il Chievo, ma dobbiamo vincere”.
Sabato 17 settembre 2005 Fine delle incertezze, dei se e dei ma:
domani si giocherà esclusivamente per la vittoria. Non si
fida nessuno del Chievo targato Pillon. Tutti hanno un grande rispetto
dei veneti che, dopo il pareggio in casa della Juventus e la vittoria
sul Parma, viaggia col morale alto. Vincere, viene considerato un
fantastico obbligo, ma una cosa, da più parti, viene data
per assolutamente certa: sostenere la squadra fino al triplice fischio.
L’ultima vittoria interna della squadra calabrese risale al
27 febbraio scorso proprio contro il Chievo, maturata in seguito
ad una punizione dal limite di Nakamura. Quindi, una Reggina che
avverte questo peso e che vorrebbe infrangere questo lungo digiuno.
“Se invece del Chievo avessimo dovuto affrontare stata
un’altra formazione, sarebbe cambiato ben poco –
afferma Giandomenico Mesto -, siamo comunque alla ricerca di
un risultato importante. Sarà una partita tosta, speriamo
di conquistare i primi punti. Ci stiamo preparando bene come nella
settimana precedente la Sampdoria. La cosa più importante
è riuscire a ripetersi per dimostrare che la bella prestazione
di domenica non è stato un episodio”.
Fare punti col Chievo, significherebbe giocare più
sereni il prossimo trittico di gare con Paleremo, Udinese
e Milan.
“Lo scorso anno – ribadisce il
talentuoso centrocampista - abbiamo fatto meglio
con le grandi squadre e non con le nostre pari grado.
Non è un bene, però, perdere punti con
le concorrenti dirette alla salvezza e cominciando dalla
sfida di domenica, dobbiamo limare questo nostro difetto”.
Assente Paredes e Tedesco, abbinate alle partenze di
Colucci, Mozart e Nakamura l’esterno pugliese
con il Chievo rimane l’unico sopravvissuto in
un centrocampo rivoltato come un calzino. “Non
può che farmi piacere – spiega il
numero 20 di Mazzarri - essere definito l’anziano
del gruppo amaranto per militanza con questa maglia.
Credo, però, che con l’arrivo di Cozza
la Reggina abbia trovato il suo trascinatore in campo.
Domenica mi sono trovato bene in campo con tutti i compagni,
la squadra di quest’anno nonostante i cambiamenti
mi sembra che già con la Samp si sia comportata
ottimamente, poi è rimasto lo stesso mister,
lo stesso staff tecnico e se noi calciatori facciamo
quello che ci chiedono non cambia nulla, serve solo
applicazione”.
La forza della prima
Reggina di Mazzarri si rispecchiava nella solidità
della retroguardia, crepe che adesso stentano a scomparire.
Il passivo di 6 reti in 2 incontri, suona già come
un campanello d’allarme. “Quando si subiscono
tanti gol non bisogna mettere sott’accusa il portiere
e la difesa – attacca Mesto - , ma è doveroso
coinvolgere l’intero schieramento. Rivedendo la gara
con la Samp, a parte le 3 prodezze, forse pressando meglio
qualche gol si poteva evitare”.
Dopo aver indossato tutte le casacche delle varie nazionali,
è arrivato l’azzurro di Marcello Lippi. “Fare
parte del gruppo della nazionale maggiore – continua
il maratoneta della fascia destra - è il sogno
che rincorre ogni calciatore quando inizia a tirare i primi
calci ad un pallone. Ho avuto la possibilità di conoscere
un ambiente nuovo e diverso e stare accanto a colleghi considerati
i migliori al mondo. La convocazione – non nascondo
– mi ha fatto acquisire una maggiore sicurezza e nello
stesso tempo la conferma delle mie qualità, con la
consapevolezza di dover dare di più rispetto a prima.
Se una volta una mia azione personale veniva esaltata, adesso
rientra nella normalità e le responsabilità
aumentano. Non ci sarà Mazzarri in panchina? Cambia
poco, in quanto la partita l’abbiamo preparata per tutta
la settimana e sappiamo come comportarci. Ci sarà il
direttore Bigon che è un suo stretto collaboratore”.