Incontro Padova-Ivrea 2-0

E’ UN PADOVA BRUTTINO, MA ALLA FINE ARRIVANO I TRE PUNTI


I biancoscudati si impongono sull’Ivrea grazie alle reti di Zeoli e Zecchin; sulla prestazione però pesa qualche punto interrogativo

Il Padova vince, ma non convince.

Bedin e compagni ne fanno due all’Ivrea, ma quella vista all’Euganeo è una squadra per nulla brillante, vittima del possesso palla avversario, un collettivo che a conti fatti poco ha a che vedere con l’undici visto sette giorni prima nella vittoria di Cremona.
Faticano a prendere in mano il canovaccio del gioco, i biancoscudati; anzi, non ci riescono proprio, imbrigliati da un’Ivrea capace di costruire trame di gioco essenziali ma convincenti e ben disposto dal suo tecnico Jaconi. Ad essere messo sotto torchio, dicevamo, è proprio il centrocampo di casa. Piovani e Bolla gestiscono il palleggio in maniera pressoché perfetta, mentre Bedin, Calà Campana e Turchi (riproposti nell’assetto della linea mediana) faticano a creare le ripartenze con lucidità, sbagliando sovente anche appoggi quanto meno elementari.


Nonostante l’avvio in sordina il Padova trova il vantaggio quasi subito. Per Zeoli è la prima gioia in biancoscudato: il suo colpo di testa su preciso traversone di Zecchin dalla bandierina si insacca alle spalle di Caparco quando il cronometro segna appena il decimo. Gara in discesa? Non è proprio così a dire il vero. Nonostante il vantaggio, infatti, la squadra di Pellegrino appare annebbiata vuoi per demerito di coloro i quali dovrebbero ispirare la manovra, vuoi per la diligenza dei piemontesi nel gestire il campo. L’Ivrea è bello e fluido nel palleggio in orizzontale, ma è altrettanto sterile in fase offensiva: Andreotti ci prova al 20’, ma Cano para senza problemi. Sulla ripartenze, Sinigaglia innesca un pericoloso contropiede ma il suo assist da posizione decentrata non trova adeguata finalizzazione. L’occasione più ghiotta, quindi, capita sui piedi di Zecchin che, imbeccato sulla sinistra, conclude di prima intenzione trovando sulla sua strada l’istinto di Caparco. E’ questa la migliore palla-gol capitata all’attacco biancoscudato, segno evidente che non sono sufficienti la volontà e l’impegno del solo Sinigaglia se il centrocampo non macina gioco come dovrebbe. In chiusura di tempo, infine, Russo è costretto ad abbandonare il campo per un colpo alla testa che lo lascia a terra per un attimo privo di conoscenza. Al suo posto è pronto Facchinetti.


La ripresa si apre con un sussulto : Turchi si inserisce e viene steso in area, ma per Giancola è tutto regolare. Con lo scorrere delle lancette la gara cala nel ritmo e nella vivacità, ravvivata qua e là dai timidi tentativi di Pontarollo per l’Ivrea e da qualche contropiede mal sfruttato da Zecchin e compagni. Al 20’, però, Baldi si vede sventolare il secondo giallo; doccia anticipata per lui. L’Ivrea, pur in dieci, non demorde e cerca ancora la profondità nel tentativo di pareggiare il conto. Gli arancioni, cosa comprensibile vista l’inferiorità numerica, concedono spazi importanti ai biancoscudati ed al 40’ il contropiede innescato con un lancio per Sinigaglia si conclude con un assist al bacio per Zecchin che stavolta insacca di sinistro nell’angolino. Il raddoppio mette in cassaforte il successo, comunque mai in discussione nonostante le difficoltà incontrate dal Padova durante i novanta minuti.


Il triplice fischio di Giancola, quindi, fa balzare il Padova al quinto posto della classifica. I tre punti oggi sono frutto del ritrovato cinismo di una squadra che, tuttavia, appare ancora alla ricerca della miglior quadratura.

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