Trauma da rientro ? Ci pensa Dragon, Fly !

Se le ferie estive sono uno dei momenti più piacevoli dell’anno, il lunedì di rientro al lavoro è di certo in lizza per la palma di giorno peggiore.

Così, per lenire il doloroso distacco dall’improduttivo riposo e dagli ameni luoghi di villeggiatura, mi sono affidata alle gioie videoludiche con Dragon, Fly.

Per farmi compagnia nel primo viaggio verso l’ufficio ci voleva un gioco semplicissimo (non so voi, ma la mia attività cerebrale a inizio settimana non è sempre rilevabile) e simpatico, che portasse un sorriso nel grigiore dell’alba milanese.

Dragon, Fly risponde decisamente bene a entrambi i requisiti, proponendoci la storia di un giovane drago che scappa dal nido e impara a volare tra i pendii di verdi colline, controllabile grazie al semplice tap dello schermo. L’incommensurabile gioia di ritornare a sgobbare sotto il crudele giogo del capitalismo è stata alleviata dale sue scivolate, che sembrano elementari, ma che dietro hanno una fisica ben studiata e un intrinseco fattore drogante, e nel giro di pochi minuti ti incollano allo schermo un livello dopo l’altro.

Non ci sono intrighi nella trama, non ci vogliono processori grafici 3D, non esistono combinazioni di 230 tasti o enigmi da perderci il sonno. Tutto quel che si fa è svolazzare in un panorama essenziale appoggiando ed alzando il polpastrello dallo schermo, ma vi garantisco che basta e avanza per divertirsi e non voler smettere.  Se anche voi dovete superare come me il trauma del rientro, fatevi aiutare da Dragon, Fly. Magari ve ne farete una ragione prima delle vacanze natalizie.

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