un altro E3 se ne va

Conferenza Nintendo.

Il punto focale della conferenza Nintendo è stata la presentazione di Wii U, nuova console home della casa di Kyoto. In realtà la presentazione è stata fatta in modo piuttosto confuso, non si capiva se stessero presentando un nuovo controller per Wii o una nuova console e la mancanza di dati tecnici precisi ha aumentato la confusione, ma una volta tirate le fila di ciò che è stato fatto vedere sono rimasto soddisfatto. L’idea di un controller dotato di uno schermo touch di discrete dimensioni apre soluzioni di gameplay interessanti praticamente per ogni genere di gioco disponibile. Quest’idea di hardware e la volontà strategica di Nintendo di riallinearsi alle altre case a livello di potenza della propria console, in modo da avere un adeguato supporto software da parte degli sviluppatori esterni, sono due elementi in grado da soli di assicurare una ottima quantità di titoli interessanti da giocare nel futuro. La mia personale paura per questa macchina è che possa ripercorrere la strada del Dreamcast, uscito troppo in anticipo rispetto ai tempi di evoluzione hardware dettati dal mercato. Vedremo come andrà a finire, ma personalmente seguo la console con curiosità e, dopo il totale disamore per Nintendo a cui mi ha portato il Wii, non era una cosa così scontata.

Considerazioni generali.

L’E3 è IL grande evento annuale nel mondo dei videogiochi, vengono fatti annunci e un sacco di roba è mostrata in anteprima. Purtroppo però, e quest’anno l’ho sofferto più del solito, l’E3 fa decisamente troppo rumore. Chiunque si ritrovi iscritto per caso a un forum di videogiochi si sente in dovere di esprimere con livore approfondite analisi di mercato basate su dati inventati sul momento, di sancire la vita e la morte di aziende lanciando strali e maledizioni perché il prossimo episodio dello sparatutto del cuore non ha il mirino della forma voluta, di vomitare centinaia di parole guardando un involucro esterno di un prototipo di console decidendo che quella forma ne sancisce l’inevitabile insuccesso commerciale. Tanto, troppo rumore, in cui il buono che viene presentato si perde in un marasma di “Worst E3 ever!”, “Nintendo/Sony/M$ is d00med” e compagnia trollante. A un certo punto, per la prima volta in vita mia, ho spento l’internet e ho acceso la tv.

Best and Worst of the Show.

La cosa migliore che ho visto è un trailer di un combattimento coi carri armati nel deserto di Battlefield 3. Ai più quel trailer non avrà detto un granchè, ma io sono un fan sfegatato dei carri armati made in DICE e ho provato sincero entusiasmo pensando a un futuro di multiplayer di qualità.

La cosa peggiore invece è il protrarsi della abitudine pessima di presentarsi all’E3 con un trailer basato su un gioco, ma creato da compagnie esterne e che non c’entra nulla con quello che si sta sviluppando per quello stesso gioco. È dai tempi del famoso “filmato di Killzone 2 in real time” che questa fastidiosa pratica va avanti e sarebbe probabilmente ora di finirla. Per fare un paragone cinematografico, sarebbe come fare un trailer con Edward Norton e poi nel film far recitare Stefano Accorsi. C’è evidentemente qualcosa di sbagliato in questo.

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